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L'art. 12 bis, aggiunto alla legge n. 898 del 1970 dall'art. 16 della legge 6 marzo 1987, n. 74, con l'attribuire al coniuge - al quale sia stato riconosciuto l'assegno ex art. 5 della legge stessa e non sia passato a nuove nozze - il diritto ad una quota dell'indennità di fine rapporto percepita dall'altro coniuge, deve essere interpretato nel senso che tale diritto sorge quando l'indennità sia maturata al momento o dopo la proposizione della domanda di divorzio e, quindi, anche prima della sentenza di divorzio, senza che rilevi che a tale momento l'assegno divorzile sia stato già liquidato e sia già dovuto. E' quanto affermato dalla Corte di Cassazione che, con sentenza n. 12175 del 6 giugno 2011, ha precisato che "costituendo l'attribuzione dell'assegno di divorzio condizione dell'azione con la quale si domandi la percentuale del trattamento di fine rapporto ai sensi dell'art. 12 bis, per il suo accoglimento non è necessario che detta condizione sussista al momento della proposizione della domanda ma è sufficiente la contestuale formazione del giudicato sulle due domande". (Data: 09/06/2011 - Autore: L.S.)
Con comunicato del 7 luglio 2011, la Cgil denuncia, tramite il segretario confederale Fulvio Fammoni, che "da oggi le cause di lavoro non sono più gratuite ma a pagamento: saranno i lavoratori stessi a dover pagare di tasca propria per poter ricorrere ai primi gradi di giudizio". Il decreto correttivo D.L. 6 luglio 2011 n. 98, prevede infatti il pagamento e non più la gratuità per i primi gradi delle cause per controversie di previdenza ed assistenza obbligatorie, nonché per quelle individuali di lavoro o concernenti rapporti di pubblico impiego. "Una tassa odiosa che colpisce i lavoratori proprio durante la crisi" - sottolinea Fammoni - e che "sta già provocando gravi problemi alla presentazione delle cause". In alcuni casi "non essendo ancora certi i meccanismi e le eventuali soglie di esenzione, le cause, anche quelle urgenti, non vengono accettate in attesa di precise indicazioni". La Cgil - conclude il Segretario confederale - "si impegna a verificare tutte le possibilità per impugnare o sospendere questa norma iniqua" sottolineando che "il governo che non poteva non sapere quello che sarebbe successo. Adesso ha l'obbligo di porre immediato riparo a questo clamoroso sbaglio e ingiustizia". (Data: 09/07/2011 - Autore: L.S.)
Torino, 7 giugno 2011
FONDO PENSIONE BDR Assemblea Ordinaria dei Partecipanti del 26 maggio 2011 (in seconda convocazione) per l’esame e l’approvazione del Bilancio al 31 dicembre 2010. Le risultanze del Bilancio in oggetto hanno nuovamente confermato che la situazione in cui versa da anni il Fondo non solo è gravissima, ma anche che continua a deteriorarsi ulteriormente………… Allarmanti sono pure – come in passato - le conclusioni del Bilancio Attuariale. Tra l’altro, lo stesso prevede un tasso di rendimento del patrimonio sensibilmente superiore a quello effettivamente sinora conseguito Su quanto precede e su altri specifici argomenti tre nostri associati hanno effettuato gli interventi…. Per completezza d’informazione, precisiamo che il Presidente, in sede di replica alle nostre osservazioni, si è limitato - in sintesi - a sostenere che: 1. circa la situazione generale: sostanzialmente “tutto va bene Madama la Marchesa!”; 2. in merito alla dissennata politica degli investimenti finanziari: la necessità di assicurare introiti adeguati alle esigenze presenti e future ha “imposto” la scelta di titoli a rendimenti elevati e, conseguentemente, a rischio accentuato (!!!!????). Con riferimento, in particolare, al titolo Calyon– che si è trattato di un investimento “non felice” (!!!!????); 3. per quanto riguarda gli altri tre quesiti: a) le elevate disponibilità liquide in c/c al 31.12.2010 sono dovute esclusivamente a normali ed inevitabili sfasature di cassa (!!!???); b) l’acquisto dell’immobile in Roma, Ponte di Nona ha perso (per cause imprecisate) l’originario scopo “sociale” e, quindi, se ne è iniziata la vendita. Ha, peraltro, aggiunto – di sua iniziativa - che sulla parte venduta (valore di Bilancio: 10mln di euro su 16mln) si è registrata una “modesta” perdita aggiratesi sul 10 per cento (pari ad un milione ca. di euro). Avendo noi fatto presente che di detta perdita non vi è alcun cenno/traccia in Bilancio, dopo alcune esitazioni ha dichiarato che la voce “Plus/minus da alienazione” deve intendersi a saldi chiusi, anche se non esplicitato – come avrebbe dovuto essere - nel prospetto e) a pag.44 del fascicolo del Bilancio; c) in effetti esiste un consistente “zoccolo duro” nel contenzioso con l’inquilinato, peraltro senza precisarne l’ammontare, le cause, la data di origine, le possibilità di recupero, ecc. In sostanza, l’atteggiamento del Presidente è stato incerto, fumoso ………………………. Infine, al momento della votazione si è ripetuto l’ormai consueto “miracolo” della moltiplicazione ……delle deleghe: all’apertura dell’assemblea (ore 17,35) il Presidente aveva dichiarato che i votanti erano 2.887 (tra l’altro, senza precisare quanti erano quelli di persona e quelli per delega), in chiusura (ore 19,50) i votanti erano … lievitati a 3.900 (di cui 91 di persona). Malgrado tale fenomeno, che a prima vista potrebbe sembrare un po’ anomalo (e che, per contro, è molto probabilmente spiegabile assai facilmente), l’area del dissenso ha conseguito la significativa percentuale del 28 per cento. Per quanto si tratti – come già detto – di “miracolo” ricorrente, francamente stupisce che i Rappresentati dell’Azienda in seno al Consiglio di Amministrazione acconsentano a che il loro operato venga approvato ricorrendo alla procedura sopra riportata che appare – in verità – assai poco consona al loro indubbio elevato “standing” personale (aziendale e/o professionale e/o cattedratico).
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Luglio/Settembre 2011