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BANCA INTESA
Un percorso con risultati alterni I fatti : In fase di verifica sul numero di adesioni a tale esodo, secondo alcuni sindacati e molti lavoratori le quote di eccedenza programmate erano state raggiunte mentre per l'azienda il numero raggiunto non corrispondeva a quello stabilito negli accordi: di conseguenza, l'azienda ha arbitrariamente e forzosamente rimosso dal servizio diverse centinaia di dipendenti contro la loro volontà. Il contendere si è verificato per la pretesa di non includere nel conteggio delle riduzioni sia chi aveva fatto domanda prima dell'entrata in vigore dell'accordo ma che di fatto è realmente uscito dopo l'accordo, sia i licenziati, né tanto meno l'azienda ha tenuto conto che nel frattempo si era proceduto a nuove assunzioni non previste in casi del genere. A seguito di ciò alcuni sindacati hanno fatto ricorso al Ministero del Lavoro per l'anomalo comportamento, a loro dire, messo in atto da parte aziendale e molti lavoratori sono ricorsi in giudizio. Oggi, alcuni di quei lavoratori licenziati con la procedura obbligatoria di esodo collettivo stabilito dagli accordi sindacali del 15/1/2003 sono stati reinseriti al lavoro. Molte sentenze dei giudici , infatti, hanno riconosciuto il loro diritto al reintegro a chiarimento dei dubbi formulati nell'applicazione degli accordi sugli esodi obbligatori. Per molti altri invece, il percorso giudiziario ancora continua.
Tutte le notizie sono state reperite tramite colloqui con i diretti interessati e le pubblicazioni di alcuni sindacati presenti nell'azienda. |
FONDO PENSIONE BANCO DI SICILIA Siamo alle solite. Finalmente, pur se in ritardo e fra gli ultimi, anche questo Fondo è stato modificato in base al dettato legislativo vigente (D.Lgs.124/1993). Ovviamente, solo ora, ci si accorge che i versamenti non sono stati effettuati così come i regolamenti prevedevano. Ovviamente, e solo ora, ci si accorge che le garanzie immobiliari sono finite da un'altra parte e che comunque, quelle rimaste, non sono più quelle che si pensava. La realtà è che le percentuali di zainetto offerte nella maggior parte dei casi sono molto basse rispetto al dovuto previsto dal regolamento. E per i corridoi, indotto ad arte, serpeggia il detto meglio di niente Che ne direbbe l'azienda se questo concetto venisse applicato anche quando controlla il numero di operazioni svolte dal lavoratore, o quando si tratta di incassare la rata di mutuo inferiore al dovuto o meglio ancora al supermercato prendi 10 e paghi 1? Gli impiegati che ci informano riferiscono che se non si trattasse dei loro soldi potrebbe essere un'idea divertente. |
Da una ricerca negli archivi. Sentenza di Cass. Sez. lav. Aprile 1998 , n. 4012 ( una banca opposta ad un dipendente ) Danno psichico da rapine in banca : risarcimento morale da lesioni colpose. Sicurezza del lavoro- protezione contro aggressioni esterne nel settore bancario- insufficienza, in relazione alle circostanze Responsabilità risarcitoria dell'istituto di credito- sussiste. Sicurezza del lavoro Rischio di infermità psichica conseguente al ripetersi di rapine in un istituto di credito obbligo di trasferimento del lavoratore che ne fa richiesta- Sussiste Aggravio conseguente della responsabilità risarcitoria Esclusione - Danno morale da reato di lesioni colpose Sussistenza. Ampi stralci del contendere sono riportati sul sito http://www.dirittolavoro.altervista.org/ |