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Di seguito riportiamo stralcio degli interventi dei presidenti delle associazioni dei pensionati soci del Fondo Banca di Roma presenti all’assemblea.
Dai loro interventi si evince una grave preoccupazione per gli effetti economici in atto alquanto devastanti e grande perplessità sulle giustificazioni addotte dagli Organi di gestione che, anziché prendere atto delle loro infauste scelte gestionali, replicano con motivazioni “fataliste”.
E, a proposito di gestione, basti ricordare la vendita a Capitalia ,due anni fa, di importanti filiali di agenzie a prezzi irrisori (gli stessi locali fino a quel momento in affitto alla stessa Capitalia).
Caso eclatante fu la vendita a 4.000 euro il metro quadro, di prestigiosi locali ubicati in pieno centro a Venezia e la gestione del capitale finanziario ottenuto dalla trasformazione degli immobili (€ 50.000.000,00) ha dato i risultati ormai noti a tutti.
Quest’ultimo “affare” (la vendita di filiali a Venezia) è stato da noi segnalato alla Covip (Commissione Vigilanza Fondi Pensione) e, a tutt’oggi, siamo in attesa di riscontro.
Incomprensibile è risultato, ancora una volta, l’atteggiamento sindacale che, con la presentazione delle solite e innumerevoli deleghe incontrollate(nella firma), ha ottenuto l’approvazione del bilancio:
presenti 87- voti a favore con delega 1995 – voti contrari con delega 1245 – astenuti con delega 51
(viene da pensare siano contenti di rimetterci o forse conoscono altre forme di recupero , ma quali…..??).
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E' un completo fallimento gestionale sotto tutti i punti di vista. Punto e basta.
Mi limiterò quindi, Signor Presidente, a riferirmi ad una Sua dichiarazione - in verità, piuttosto lapalissiana - formulata nel corso della precedente Assemblea del 20 maggio 2008, riportata a pag. 32 del Verbale e che cito tra virgolette "Il risultato viene determinato dalla somma algebrica tra le componenti negative e quelle positive, secondo il normale evolversi degli investimenti". In pratica, è il vecchio, caro e sempre valido principio del "conto della serva".
Orbene, detta somma algebrica - riferita al solo settore delle compra/vendite mobiliari, il più disastrato - risulta, per il 2008, negativa per totali 127 milioni di euro (91mln per la gestione a prestazione definita e 36mln per la gestione a contribuzione definita) pari a ben 23% della consistenza al 31.12.2007. Di conseguenza, fortemente negativi sono pure i risultati finali complessivi (86mln per la gestione a prestazione, 1mln per quella a contribuzione).
Tale rovinosa situazione trova conferma - e non avrebbe potuto essere altrimenti - nel Bilancio attuariale 2008, che evidenzia un disavanzo tecnico balzato da 72,8 mln. al 31.12.2007 a ben 234,3 mln. al 31.12.2008.
In pratica, la gestione di codesta Amministrazione sta portando il nostro - ripeto "nostro" - Fondo rapidamente e pervicacemente verso uno stato di insolvenza, ammesso - e non concesso - che già non ci sia dentro.
Di fronte a tali allarmanti risultanze questa Amministrazione non trova ora nulla di meglio che riversare la responsabilità sul solito "destino (in questo caso il mercato) cinico e baro" e - comunque - rifugiarsi dietro ad un candido "così fan tutte" di mozartiana memoria.
Per contro, è fin troppo facile rilevare come le predette abnormi perdite siano conseguenza di una sciagurata gestione finanziaria improvvida, dissennata e megalomane e che le stesse avrebbero potuto essere del tutto evitate mediante ricorso ad investimenti più avveduti, meglio diversificati e più consoni alla particolare natura del Fondo (al limite: BOT e CCT), anche se probabilmente considerati "infantili" da chi evidentemente ha ritenuto più adeguato alla propria auto-decantata alta "professionalità" l'operare intensamente nel mondo della sofisticata finanza "creativa" internazionale.
Di tale attivismo gli unici che hanno avuto presumibilmente motivo di rallegrarsi sono i vari agenti ed intermediari diretti e/o indiretti per le prebende incassate che - per quanto pudicamente non indicate in Bilancio - sembra lecito ipotizzare come piuttosto "consistenti".
Inoltre, appare "stupefacente" (per usare un eufemismo) quanto dichiarato a pag. 5 dell' attuale Relazione, che cito tra virgolette "gli effetti della particolare congiuntura economica nazionale e internazionale si sono ripercossi con effetti negativi …..anche a causa della necessità di far fronte all' esigenza di ottenere una redditività adeguata al soddisfacimento dei consistenti impegni". In sostanza, si dichiara che per ottenere (anzi, per tentare di ottenere) una redditività adeguata è stato inevitabile rimetterci (e parecchio!) in linea capitale!!!!!!!
Addirittura risibile risulta - alla prova dei fatti - quanto dichiarato con assoluta sicumèra nella Relazione al Bilancio 2007 (a pag. 15) in relazione alle scelte di allocazione delle risorse in tre sotto portafogli. Infatti, a tale riguardo si leggeva (cito tra virgolette) "L' effetto combinato…..ha migliorato il livello di copertura dei rischi e reso più efficiente il rapporto rischio/rendimento delle attività del Fondo". Cosa dire di fronte al tracollo che ne è invece seguito?
Da rilevare che la linea gestionale di questa Amministrazione risulta in netto contrasto anche con il parere espresso dallo stesso Attuario che tra gli obiettivi primari da perseguire indica - per contro - la "minimizzazione della rischiosità" (pag. 43 della relativa Relazione).
Ugualmente poco comprensibili risultano le perdite su Polizze Assicurative (io ho sempre pensato che le assicurazioni venissero stipulate per ottenere l' effetto contrario e cioè mettersi al riparo da eventuali perdite; forse - però - io sono solo un "sempliciotto").
Di fronte a tale disastrosa situazione non risulta che codesta Amministrazione abbia assunto alcuna tangibile e concreta iniziativa. Ad esempio, non sembra che a fronte della persistente politica dell' incentivazione degli esodi anticipati (che incide non poco sui risultati attuariali) codesto Consiglio si sia mai preoccupato di ottenere dalle Fonti Istitutive (Azienda e Sindacati) - di cui i Suoi componenti sono la diretta emanazione - che nelle relative trattative venisse tenuta nella dovuta considerazione la conseguente e logica necessità del ristoro dei danni conseguenti sulla Riserva Matematica del Fondo.
Per contro, codesta Amministrazione si limita ora… ad auspicare "un rapido recupero delle quotazioni" (pag. 5 della Relazione). In sostanza, a noi poveri Partecipanti al Fondo non resterebbe che "incrociare le dita" e confidare che…"Dio ce la mandi buona!"
Signor Presidente e Signori Consiglieri, mi appello al Vostro senso di responsabilità e professionalità per rinnovarVi l' invito - già da me rivoltoVi lo scorso anno - a prendere onestamente atto del completo fallimento della Vostra Gestione ed a trarne le logiche conseguenze presentando, quindi, le Vostre dimissioni, in modo che sia possibile affidare la gestione del Fondo a persone veramente competenti e responsabili, che offrano serie garanzie di operare nell' effettivo interesse di tutti i Partecipanti al Fondo, i quali vorrebbero poter continuare a fare affidamento sul tangibile sostegno che il Fondo stesso ha sinora assicurato a tutti i suoi aderenti nel corso della sua ultra cinquantenaria attività, e che costituisce il frutto di risparmi dagli stessi versati durante tutto il corso della loro vita lavorativa.
In ultimo, mi sia permessa una battuta su quello che ritengo essere un evidente lapsus freudiano dell' Amministrazione. A pag. 12 della Relazione si legge (cito tra virgolette) "….il comparto ha comunque sofferto le performance dei mercati che, proprio per effetto della loro eccezionalità, hanno vanificato nei fatti i paventati effetti positivi…).
Signor Presidente, se Lei paventa (da Dizionario Zingarelli: paventare = temere, aver paura) che il Fondo possa subire degli effetti positivi derivanti dalla Sua gestione dorma pure sonni tranquilli. L' esperienza
insegna che non c'è nessun pericolo che sotto la Sua alta guida il Fondo possa correre il rischio di registrare effetti positivi!! Tutt'altro!!!! E questo grazie anche a quel "tsumani" (o tornado, o tifone che dir
si voglia) rappresentato dal Dott. Cardilli, la cui vulcanica, impetuosa, nefasta e distruttiva attività si è riflessa assai negativamente anche - a quanto risulta - sul Fondo Unicredit. Speriamo solo che là resti e che non compaia più all' orizzonte del nostro Fondo.
In chiusura, non posso esimermi dal manifestare ai Signori Consiglieri di nomina Unicredit una certa delusione nel veder sostanzialmente dissolto nei fatti l' auspicio, da noi formulato nel corso della precedente Assemblea, che la Loro presenza potesse influire positivamente ed incisivamente sulla gestione del nostro Fondo. Non ci resta che sperare che ciò possa avvenire in futuro, possibilmente già dall' esercizio in corso.
Infine, ai Signori Componenti il Collegio dei Revisori desidero confermare di aver volentieri preso buona nota delle assicurazioni quest' anno fornite "ragionevolmente" nella loro Relazione al Bilancio (a pag.15) sul fatto che le azioni poste in essere dall' Amministrazione "non sono manifestamente imprudenti, azzardate, in potenziale conflitto d'interesse…..o tali da compromettere l'integrità del patrimonio sociale". Francamente verrebbe da chiedersi "ma cosa volete di più?". In ogni caso detto autorevole parere - per quanto espresso, in verità, in forma assai cauta - mitiga, anche se solo in minima parte, le forti perplessità nutrite invece al riguardo dal sottoscritto, come più sopra specificato. Non mi resta che augurarmi di tutto cuore di poter constatare in futuro - alla prova dei fatti - l' effettiva fondatezza del positivo parere espresso da codesto Collegio.
Ritengo superfluo aggiungere che esprimerò voto contrario all' approvazione del Bilancio in esame e mi permetto rivolgere a tutti i Partecipanti presenti il caldo invito ad evitare di rendersi correi di tanto sfacelo e ad esprimere, quindi, anch' essi voto contrario………………………………………………….”
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Dico subito di essere amareggiato ed in disagio, dopo la visione del Bilancio e la lettura della relazione di un Consiglio di Amministrazione che rispetto alla pesante situazione economica e finanziaria non solo non ritiene di assunersi alcuna responsabilità ma non esprime neppure due parole di rammarico e di contrizione………………… Come associazione abbiamo provato più di una volta a dare stimoli e spunti, come dimostrano la presentazione di un documento programmatico che tratta numerosi argomenti, nonché i vari scritti presentati su più temi specifici, talvolta rivolti anche alla capogruppo UniCredit. Sempre però ci sono state sbattute le porte in faccia, rifiutando il colloquio, l’ascolto ed il dialogo………Al riguardo mi meraviglia alquanto il silenzio tanto dei nuovi Consiglieri di marca UniCredit quanto quello dei Consiglieri accademici e professionisti……………………..Continuando a parlare della gestione a prestazione, che è quella che ci riguarda, aggiungo che considerata la presenza di 9,6 milioni di euro di plusvalenze immobiliari relative ai realizzi delle dismissioni effettuate, il disavanzo sale e si attesta all’11,85% del patrimonio. Non solo ma, visto che tutta la responsabilità viene attribuita alla crisi finanziaria, sommando da un lato i valori delle minusvalenze su titoli e delle perdite su polizze e dall’altro la consistenza fra titoli e polizze emerge che le prime rappresentano il 26,45<<5 delle seconde<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<.tale percentuale del 26,45%rappresenta quindi la perdita conseguita nell’attività finanziaria ; ma andando avanti se tolgo dalla consistenza totale l’invenzione dei titoli immobilizzati, cioè iscritti al costo di acquisto, tale perdita sale al 46,8%.
Cosa dire ancora :non ci sono parole! Questa mia piccola attività di analisi potrebbe ovviamente continuare e non escludere la gestione a contribuzione definita, il cui comparto generale ha avuto minusvalenze per il 42% del portafoglio titoli costituito da fondi per 51,6 milioni di euro.
Cari colleghi in servizio, oggi ovviamente pochi e forse tenuti all’oscuro, prendete atto di come viene gestita la vostra futura pensione.
Un inciso va aggiunto e si riferisce alla meraviglia che desta l’affermazione del Collegio dei Revisori che nella sua Relazione dice che le azioni poste in essere “..non sono manifestamente imprudenti,azzardate”; certamente il precedente Direttore Dario Cardilli sarebbe d’accordo con questo scritto.
Ironia a parte e poiché però siamo persone serie, sia chiaro che crediamo nel Fondo e vogliamo preservarlo; pertanto mi fermo con la denuncia e passo oltre , sempre comunque riferendomi al regime a prestazione definita. Parlando del patrimonio immobiliare che rappresenta il 67%del patrimonio al valore di mercato, non si fa cenno alla crisi di mercato ed alle conseguenti azioni che potrebbero oggi suggerire di fermare le dismissioni………………………..Come pure nulla ci viene detto dell’investimento effettuato di un cespite commerciale:operazione , come quella dello scorso 2007 di un cespite abitativo in costruzione, incomprensibile sotto molteplici aspetti che ………………………..
E’ palese che tutto quanto mi sono permesso di esporre porta ad una valutazione negativa e quindi alla non approvazione del bilancio da parte nostra…………………………………”
Purtroppo dal fronte delle trattative sindacali nessuna novità
Per quanto concerne l’attività legale sono stati già presentatii diversi ricorsi in appello.
Tutte le informazioni di natura legale ed eventuali notizie di rilievo saranno inserite nella home del nostro sito
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Luglio/ Settembre 2009