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Gennaio/Febbraio 2006

ATTENZIONE A........

QUELLO CHE LA BANCA ………….. NON DICE!!!!

Vi scrivo perché altri colleghi sappiano

Sono un ex dipendente di Capitalia Informatica/Banca di Roma.

A dicembre 2005 avevo maturato i 35 anni di contributi e mancavano circa 4 mesi al compimento del mio 57mo anno di età e, data la possibilità che la Banca offre (incentivo per andare via prima) dopo vari incontri con l'ufficio del Personale per accordarci sulle modalità, decido di accettare e firmare il cosiddetto “ Accordo di Risoluzione Consensuale” e, dal 1° gennaio 2006, sono a casa nell'attesa della pensione che mi sarà erogata dall'Inps ad ottobre 2006.

In questo frangente, nel quale non sono né pensionata né esodata, vengo casualmente a sapere da altri colleghi usciti con la mia stessa modalità , di aver perso definitivamente il diritto di convenzione sanitaria con la CASPIE.

Incredula, certa che si tratta di una situazione momentanea e che da pensionata avrò la convenzione, mi reco personalmente a viale Tupini.

Dopo 3/4 d'ora di attesa ai tornelli (lei chi è? Cosa vuole? Con chi vuole parlare? Perché? Ma lei non ha appuntamento! Ora vediamo! ) finalmente sono accompagnata in una delle tante stanze dell'Ufficio Area Personale – Risorse Umane.

Alla mia richiesta di delucidazioni al riguardo, mi è confermato di aver perso definitivamente il diritto alle prestazioni Caspie poiché, “l'accordo di risoluzione consensuale “ con Capitalia da me sottoscritto, in realtà non è altro che UNA MIA ESCLUSIVA RICHIESTA DI DIMISSIONI con conseguente rinuncia a tutti i diritti del caso.

Sono stata quindi frettolosamente liquidata con relativo numero di telefono e invito a rivolgermi all'“Associazione dei Pensionati” per sottoscrivere a pagamento eventuali altre formule d'assistenza sanitaria

PERCHE' NON MI E' STATO DETTO DURANTE GLI INCONTRI CON IL PERSONALE PER TRATTARE LA MIA USCITA ?

PERCHE' NON E' SCRITTO CHIARAMENTE DA NESSUNA PARTE?

E A COSA ALTRO ANCORA HO PERSO DIRITTO E NON LO SO?

Se lo avessi saputo prima, avrei potuto scegliere di rimanere al lavoro giacché si trattava solo di altri 9 mesi.

Lettera firmata

Accade anche questo. Un consiglio per tutti, prestare molta attenzione.



E ANCORA:

Domanda per la pensione Inps.

Ho saputo che se non si presenta domanda all'Inps un mese prima che scatti il diritto all'erogazione della pensione, non si riceve alcun accredito pensionistico.

E inoltre, presentando la domanda in ritardo, ovvero mesi dopo il diritto acquisito per la pensione , si perdono gli arretrati .

In riferimento all'argomento di cui all'oggetto, ho avuto ulteriore conferma dal Fondo Pensione Banca di Roma .

Per lo specifico che mi riguardava , nel caso in cui il collega in esodo agevolato non presenti domanda scritta all'Inps prima della scadenza del periodo di "accompagno", perde le eventuali mensilità antecedenti la data effettiva della domanda di pensione. Non potrebbero le Banche stesse avvertire con lettera i colleghi in esodo agevolato qualche mese prima della scadenza del periodo di “accompagno”?. Mi è stato confermato, inoltre, che si sono già verificati casi di perdita di mensilità a carico di colleghi che avevano ritenuto automatico il passaggio a carico dell'Inps. ……………

Rammentiamo a tutti: la domanda di pensione va inderogabilmente presentata all'inps entro il mese prima di maturazione del diritto alla pensione medesima.


Fondo Pensione ex Crr .

Un Fondo che ha bisogno di trasparenza e riorganizzazione.

Continua l'adesione alle cause impostate dall'Associazione con un avvocato convenzionato, unica via possibile per tenere viva l'attenzione sull'argomento.

Le cause attivate dai colleghi sono una garanzia per trattare al meglio, nel caso di un auspicabile accordo sindacale, una eventuale soluzione transattiva ..

 


AVVISO CAUSA INDENNITA' DI PREAVVISO
Il ricorso per la causa in oggetto avrà luogo, salvo variazioni, il 2 ottobre 2006 alle ore 9,30 presso il Tribunale del lavoro giudice Orsetti.

PART-TIME

Importante segnalazione dal settore dei grafici

Ancora una pressione su una lavoratrice al rientro dal puerperio.

Riportiamo un passaggio fondamentale della nuova legge laddove si verifichino richieste vessatorie alle donne rientrate dal puerperio al solo scopo di creare disagi alle stesse:

Il rifiuto di un lavoratore/trice di trasformare il proprio rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto a tempo parziale, o il proprio rapporto di lavoro a tempo parziale in rapporto a tempo pieno, non costituisce giustificato motivo di licenziamento.”

PRESSO L'ASSOCIAZIONE UN AVVOCATO E' PRESENTE TUTTI I MARTEDI.
Tel. 06 3225107 ( segreteria telefonica) - fax 06 630031.
I volontari dell' Associazione sono disponibili tutti i martedì dalle ore 17,45 alle ore 19 presso i locali di piazza S. Marcello 5.

Aderisci all'Associazione con versamento mensile di euro 5,16 C/C n. 739.38 c/o l'agenzia di Mazzano Romano della Banca di Roma ( cod. 524 ) cab : 39570.7, abi : 3002.3