FONDI PENSIONE C.R.R.

CRONISTORIA DI TUTTO QUANTO PUBBLICATO SUI VARI VOLANTINI SUSSEGUITISI NEL CORSO DEI MESI, CON RAGGUAGLI CIRCA LE INIZIATIVE INTRAPRESE, RIFLESSIONI, LETTERE FIRMATE DA PARTE DEGLI ASSOCIATI.


(dal volantino del Marzo 1999)

FONDI P E N S I O N E

Ex Cassa di Risparmio di Roma. Ultimamente per i colleghi ex Banco di Roma ed ex Banco di Santo Spirito è stato raggiunto un accordo tra azienda e sindacati a sistemazione e continuità del loro fondo pensioni. Ma, per i colleghi ex Cassa di Risparmio, le fonti istitutive non hanno avanzato alcuna proposta? Questo significa che gli impiegati ex C.R.R. devono continuare a percepire le misere cinquantamilalire di integrazione dal fondo? Lettera firmata

FONDI IMMORALI

Recentemente è stato stipulato un accordo sulla previdenza della Banca di Roma, sulla cui bontà, congruità, correttezza mi riservo di approfondire i discorso. L' intesa raggiunta riguarda solamente i Fondi di Banco di Roma e Banco di Santo Spirito, mentre è rimandata la riforma del Fondo per i lavoratori della ex Cassa di Risparmio, anche se alcuni istituti sono stati già soppressi, come, ad esempio, la possibilità di andare in pensione a carico del Fondo dopo 25 anni di iscrizione allo stesso. La soppressione di questo istituto ha consentito alla Banca ingenti risparmi i cui benefici non riguardano certo i lavoratori. In attesa della riforma ho cercato di capire il funzionamento di questo Fondo e, malgrado gli sforzi, alcune cose non mi sono chiare, anche se qualche idea in proposito me la sono fatta. Il regolamento (art. 17) garantisce l' integrazione delle prestazioni INPS fino al 75% dell'ultima retribuzione pensionabile. Siccome dopo 35 anni di versamenti le prestazioni INPS sono pari al 70% (2% per ogni anno) la quota del Fondo dovrebbe essere del 5%, - il condizionale è d'obbligo, giacché non si capisce come alcuni dirigenti arrivino a percepire una integrazione pari a Lit. 5.000.000 (cinquemilioni) mensili: la quota corrisponde ad uno stipendio mensile di Lit. 100.000.000 (centomilioni). La stessa cosa pare non valga per le "classi povere" , gli impiegati, i quali, salvo rarissime eccezioni, non percepiscono una lira dal Fondo. Sarà mia cura approfondire ed intervenire con tutti gli strumenti a disposizione, facendo in modo che la riforma da attuare cancelli queste immoralità. Lettera firmata

(dal volantino del Aprile 1999)

 

FONDI IMMORALI

Avevamo promesso di ritornare in argomento sul problema del Fondo Integrativo Aziendale della Cassa di Risparmio e volentieri lo facciamo, dopo aver approfondito alcuni aspetti secondo noi non marginali. Alcune previsioni, difatti, risultano più garantiste rispetto al Fondo Banco di Roma-Santo Spirito, ma limitate a pochi soggetti. Resta confermato che alcuni dirigenti percepiscono una quota dal Fondo pari al 50% delle prestazioni INPS, ciò è dovuto al fatto, così ci dicono, che gli impiegati, fino alla categoria di quadri super, avendo effettuato lavoro straordinario negli ultimi anni si trovano influenzata la base pensionabile ai fini INPS dagli importi percepiti a questo titolo ed il 75% dell'ultima retribuzione su base tabellare risulterebbe erogato da questo ente. Il Fondo Cassa non interviene perché lo straordinario e varie altre indennità non sono tra le voci considerate ai fini del computo della quota di competenza del Fondo. I funzionari ed i dirigenti non percepiscono a titolo di straordinario alcun importo e conseguentemente interviene il Fondo. È utile ricordare che le aliquote di rendimento applicate dall'INPS, come da Dlgs n. 503, non garantiscono sempre il 2% per ogni anno di servizio, ma vengono applicate per fasce di reddito, che variano dal 2% per redditi fino a 64/mln, allo 0,90% per redditi superiori a 122/mln. È facile intuire che funzionari e dirigenti percependo redditi di fasce superiori trovano applicate aliquote che mediamente stanno al di sotto del 2% per cui interviene il Fondo fino al 75% dell'ultima retribuzione. Questo dicono le norme e noi nulla abbiamo da obiettare, dando atto della buona fede del nostro interlocutore. Restiamo però convinti della immoralità del fatto che chi ha più percepisce, mentre chi meno ha nulla percepisce. Siamo altresì convinti che il Fondo va rivisto in termini tali da garantire tutti e non solo l'orticello di alcuni. Nulla si è potuto appurare sul Bilancio del Fondo che, pare, da anni non si produce. Forse si aspetta il Giubileo????

Lettera firmata

(dal volantino del Giugno 1999)

 

FONDI IMMORALI


Sono un'impiegata ex CRR prossima alla pensione. Ho letto le Vs. lettere inerenti i cosiddetti "Fondi Immorali". Esiste una possibilità di modificare le regole di un fondo che elargisce tanto a chi già percepisce tanto (Funzionari e Dirigenti) e nulla da ad una semplice impiegata come me? Non sarebbe più morale garantire un minimo per tutti e fissare un tetto massimo oltre il quale nessuno può andare? Non potremmo proporre un referendum a tale proposito?


Lettera firmata

(dal volantino del Luglio/Agosto 1999)

 

FONDI IMMORALI

La legge che ha introdotto il processo di riordino di alcune situazioni pensionistiche, in particolare di alcuni Fondi autonomi, ha determinato come noto, la possibilità per i dipendenti ex Cassa di Risparmio di Roma di non poter usufruire del trattamento pensionistico a carico del Fondo Aziendale dopo aver raggiunto i 25 anni di iscrizione allo stesso, riducendolo a solo fondo integrativo pensione AGO (Assicurazione Generale Obbligatoria), una volta raggiunta. Ciò ha prodotto un recupero per l'Azienda di risorse finanziarie che avrebbero dovuto, quanto meno, migliorare le condizioni generali di chi sarebbe andato in pensione a carico dell'INPS. Non è stato così, come più volte abbiamo scritto, per impossibilità discendenti dal regolamento del trattamento di quiescenza del Fondo. Ci troviamo quindi in presenza di situazioni aberranti ed immorali che vanno sicuramente modificate. C'è difatti chi percepisce una integrazione che raggiunge il 50% delle somme erogate dall'INPS (e sono quelle persone a cui l'INPS eroga una pensione mensile di 7-8 milioni) e chi, invece, non riceve dal fondo neppure una lira (e sono quelle persone a cui l'INPS eroga una pensione di circa 3 milioni mensili). Resta inteso che i tempi dovranno essere brevissimi, trovando modo e maniera adeguati. Propongo che in assenza di modifica si fissino i termini per un referendum tra i lavoratori che dovranno essere gli unici a decidere per il loro futuro, attraverso la creazione di un gruppo promotore per la raccolta delle firme. Lettera firmata

 

 

Dall' "Espresso" del 19.8.1999 Tra tanti altri parimenti menzionati: "Cesare Geronzi... presidente della Banca di Roma,... pensione di anzianità INPS (dal Gennaio 1996): 13 mensilità da Lit. 36.700.950. Pensione Cassa di Risparmio di Roma (dal Gennaio 1996): in alcuni documenti risulta percepire un lordo annuo di Lit. 195.535.700, in altri si parla di Lit. 223.469.376..." (dal volantino Settembre/Ottobre 1999)

 

 

FONDI IMMORALI

Torniamo ancora sui fondi immorali visto che qualcuno cerca, in maniera strumentale e pretestuosa, di convincere i colleghi a lasciare invariato il regolamento del Fondo Integrativo della Cassa. Prima di spiegare ancora una volta i motivi che inducono a chiedere la modifica dell'art. 17 del Regolamento e dell'art. 28 delle norme transitorie, e solo questi, vorremmo sapere per chi operano questi difensori dello "status quo"? Di certo non per i colleghi! Le aliquote di rendimento applicate dall'INPS, come disposto dal Dlgs n. 503, vanno dal 2% per ogni anno di servizio per redditi fino a 64 mln allo 0,90% per redditi superiori a 122 mln. È chiaro, quindi, che funzionari e dirigenti il cui reddito annuo risulta superiore a lit. 122 mln percepiranno dall'INPS dopo 35 anni di servizio il 31,5% dello stipendio medio (35x0,90). La differenza dal 31,5 al 75% previsto dall'art. 17 del regolamento è a carico del fondo ed in alcuni casi l'integrazione sarà superiore alla pensione INPS. Diverso è per gli impiegati e quadri che in linea di massima non superano il 64 mln e, quindi, l'aliquota applicata è del 2% per ogni anno di servizio con pensione INPS del 70% della retribuzione media. In questo caso il Fondo non interviene perché il calcolo INPS corrisponde ad una percentuale superiore al 75% del Calcolo del Fondo. Qualcuno sostiene che l'INPS potrebbe abbassare le aliquote di rendimento, e quindi lasciare invariato il Fondo potrebbe essere motivo di garanzia. Ma chi garantisce che variando le aliquote dell'INPS l'intervento del Fondo resterà uguale? (Ricordiamoci dei riscatti di laurea). Qualche ipotesi: se l'INPS dovesse abbassare il tetto delle aliquote da 64 mln d 40 mln come conseguenza si ridurrebbe la percentuale di intervento INPS dal 2% per ogni anno di servizio all' 1,75%, che in termini assoluti corrisponderebbe ad una cifra di gran lunga inferiore a quella da noi richiesta come garanzia per tutti. Ripetiamo noi vogliamo che il fondo garantisca tutti e non solo alcuni. Per questo ci siamo attivati per raccogliere firme e promuovere un referendum, per questo continueremo ad attivarci, malgrado l'ostruzionismo di qualche santone.

Interrogativi:

Domanda: Se io firmassi e il regolamento venisse modificato come richiesto, in caso di cessazione del servizio per malattia verrebbero meno le garanzie oggi esistenti?

Risposta:

Assolutamente no! Chiediamo, difatti solo di fissare tetti minimi e massimi, fermo tutto quanto il resto. Comprese le esistenti garanzie.

Domanda: Se io firmassi e l'INPS modificasse le aliquote di rendimento a cosa andrei incontro?

Risposta: La variazione non cambierebbe la sostanza della richiesta di modifica dell'art. 17 del Regolamento e degli artt. 28 e seguenti delle norme transitorie. Si chiede, difatti, l'introduzione di tetti minimi e massimi, ferme restando le percentuali d'intervento del Fondo. Nel senso che deve essere garantito un minimo a tutti gli iscritti al Fondo fissando il limite massimo oltre il quale in fondo non potrà intervenire. Lettera firmata

Raccolta firme per la richiesta di referendum per ottenere un minimo di integrazione pensionistica per tutti. Già sono pervenute più di cinquecento adesioni. Si sta provvedendo a formalizzare la richiesta. Lettera firmata (dal volantino Novembre/Dicembre 1999)

INFORMATIVA FONDI

A seguito della raccolta firme per la richiesta di referendum per ottenere un minimo di integrazione pensionistica per tutti, il 7.12.1999 è stato richiesto un incontro con raccomandata A/R a: Al Presidente della Banca di Roma; All'Ufficio del Personale della Banca di Roma; Al Fondo Pensioni ex C.R.R.; Alle Fonti Istitutive (UGL, UIL.CA, FISAC-CGIL, FALCRI, FIBA-CISL, FABI. Al SILCEA ed alla FASIB sono state consegnate copie a mano). Ad oggi non risulta, salvo errore, pervenuta alcuna risposta. In attesa, la raccolta firme continua.

 

Appartamenti Fondo Pensioni ex C.R.R.

Abito in un appartamento sito in uno stabile del fondo ex C.R.R. Assisto continuamente a traslochi di persone che lasciano liberi appartamenti che vengono immediatamente occupati da gente totalmente estranea alla Banca. Ma non esiste più la prelazione per i colleghi? Perché non escono da molto tempo bandi riferiti ad assegnazione di appartamenti liberi? Lettera firmata (dal volantino Gennaio/Febbraio 2000)

 

INFORMATIVA CAUSE PILOTA

Fondo ex C.R.R.

Riscatto periodi di anzianità ai fini del trattamento pensionistico aziendale

Adesione all'offerta della Cassa di Risparmio di Roma del riscatto dei quattro anni di università sul Fondo Sostitutivo/Integrativo Aziendale

Dal 1989 al 1999 ho versato circa 36 milioni. Dopo la legge del 1995 che ha eliminato i fondi sostitutivi e dopo la finanziaria del '97 che ha dettato la armonizzazione dei fondi integrativi nelle banche ho deciso di inviare una lettera che abbia lo scopo di interrompere i termini di prescrizione al fine di vedere recuperata la somma versata nei 10 anni a cui attualmente non risulterebbe una controprestazione vicina allo zero... Dagli articoli del Codice Civile (1447 e 1448) la parte danneggiata può richiedere la rescissione del contratto poiché una delle prestazioni diventa sproporzionata rispetto all'altra. Ho dato per anni una parte del mio stipendio per pagare attualmente la integrazione di pensione INPS a dirigenti e funzionari?!?... Quale rimedio allo squilibrio tra le due prestazioni...? Lettera firmata

Risponde l'avvocato Oltre che un suo diritto è opportuno avanzare richiesta di risarcimento con contestuale interruzione dei termini di prescrizione. Avv. R. Savarese Richiesta di incontro a seguito raccolta firme al fine di effettuare un referendum per ottenere un minimo di integrazione pensionistica per tutti (vedi ns. foglio precedente). Ad oggi non abbiamo avuto alcuna risposta. Abbiamo raggiunto le seicento adesioni e continua la raccolta. Si sta anche valutando come portare avanti l'iniziativa in sede legale. (dal volantino Marzo 2000)

 

PENSIONI INTEGRATIVE

Con gli avvocati convenzionati si sta valutando come procedere alla richiesta di un minimo di pensione integrativa per tutti. Se non ci sarà esito alla richiesta di incontro formulata a seguito della raccolta di firme, si dovrà necessariamente procedere per via legale. Saranno da valutare da parte della Commissione di Vigilanza dei Fondi Pensione alcune osservazioni emerse dal confronto con gli avvocati:
perché pochi prendono molto e tanti non prendono nulla?
perché moltissime firme raccolte che richiedono modifiche statutarie rimangono senza risposta?
perché nella stessa azienda si sta procedendo a modificare il sistema di formare pensioni integrative ancora una volta non per tutti i dipendenti?
I firmatari della richiesta di modifica, circa 700 colleghi, sono ancora in attesa di risposta. (dal volantino Aprile 2000)

 

Fondo ex C.R.R. cronologia di una rivendicazione

Riportiamo qui di seguito i punti salienti delle azioni intraprese dai colleghi ex C.R.R. per ottenere dal loro fondo un minimo di integrazione pensionistica per tutti. MARZO - SETTEMBRE 1999 Ci sono pervenute diverse lettere di colleghi che denunciano l'iniquità dell'art. 17 dello Statuto del Fondo Pensioni che di fatto garantisce grosse cifre a pochi e nemmeno una lire a tanti. Al fine di porre termine e modificare una situazione aberrante, si fa strada la proposta di alcuni di indire un referendum per la modifica dell'art. 17. OTTOBRE 1999 Ha inizio la raccolta firme per la richiesta di referendum per ottenere un minimo di integrazione pensionistica per tutti. DICEMBRE 1999 Pervengono in pochi giorni più di 500 firme ai colleghi promotori che si rivolgono all'Associazione per formalizzare la loro richiesta di incontro con gli Organi competenti. Il 17.12.1999 indirizziamo formale richiesta di incontro con lettera raccomandata A/R a: Presidente della Banca di Roma Ufficio del Personale della Banca di Roma Fondo Pensioni ex C.R.R. Tutte le Fonti Istitutive GENNAIO 2000 In attesa di riscontro alla richiesta, la raccolta firme prosegue. FEBBRAIO 2000 Il 21 febbraio inviamo un sollecito agli indirizzi sopra citati preannunciando che, se la richiesta di incontro formulata a seguito della raccolta firme (ormai quasi 700) non avrà esito, questa Associazione provvederà per le vie legali. MAGGIO 2000 Un nostro legale convenzionato sta predisponendo il testo di un esposto da inoltrare alla commissione di Vigilanza per i Fondi Pensione. Nell'esposto si denuncia la discriminazione di un fondo al quale tutti hanno partecipato da sempre ma pochissimi ne beneficiano. IN ATTESA DI PROSSIMI SVILUPPI, LA RACCOLTA FIRME CONTINUA. TUTTI I COLLEGHI CHE VOLESSERO DARE LA LORO ADESIONE POSSONO CONTATTARCI. (dal volantino del Maggio 2000)


Lettera sul Fondo C.R.R. "A chiarimento dei diversi quesiti che sento per i corridoi della banca vorrei dare delle notizie che seppur non aggiornate possono far meglio percepire il problema degli ex C.R.R. Attualmente in servizio ci sono circa n. 25 Dirigenti n. 700 Funzionari n. 680 Quadri n. 2.100 Impiegati In base all'art. 17 dello statuto del Fondo Pensioni solo i Dirigenti ed i Funzionari percepiranno oltre la pensione Inps, il contributo integrativo del fondo (Tot. Persone n. 725 circa). Le rimanenti categorie, Quadro super, Quadro, impiegati ed ausiliari (Tot. Persone n. 2.700 circa) rimarranno escluse. A fronte di tutto ciò diversi colleghi, con l'ausilio dell'Associazione hanno incaricato un noto Attuariale, Professore universitario, di redigere un documento chiarificatore della situazione... Lettera firmata

(dal volantino del Settembre/Ottobre 2000)

 

I SOLDI SONO DI TUTTI ! ? ! Mi rivolgo a quei funzionari che preoccupati si aggirano nei locali della Banca di Roma e spaventano i colleghi ex C.R.R. su ipotetiche nefaste conseguenze se venisse modificato lo statuto del Fondo Pensioni. Tranquilli!!! In primis noi impiegati attualmente non abbiamo diritto a nulla e di conseguenza non abbiamo nulla da perdere; quindi tanto vale tentare. Secondo, sembrerebbe che la quota che il Fondo elargisce a quei pochi fortunati, venga mano a mano a diminuire fino a scomparire, parallelamente ad ogni piccolo aumento della pensione Inps (fatta eccezione per i fortunati più "importanti"). Sicuramente meglio è garantire una quota minima fissa per tutti. Lettera firmata (dal volantino Novembre 2000)

F O N D O C A S S A ULTIMI EVENTI L'anno 2000 ci ha visti impegnati nello sviscerare questo argomento finalizzato ad evidenziare come questo fondo, ormai chiuso tra i paletti delle nuove leggi e dalle esigenze sociali dettate dai tempi attuali della vita media, di fatto non concede più nulla di vantaggioso per i partecipanti. Rammentiamo che solo i dirigenti (quelli che godono di integrazioni milionarie) ed i funzionari di vecchia nomina e di grado maggiore ne ricavano un minimo di pensione integrativa, mentre tutti gli altri rimangono a mani vuote, senza percepire neanche una lira. Abbiamo dato incarico allo Studio Attuariale Orrù & Associati, uno dei più noti e principali studi attuariali della città di Roma, di redigere un parere tecnico-professionale in materia al fine di dare maggior peso e credito alla richiesta dei molti colleghi di una integrazione minima per tutti. Riportiamo qui di seguito la parte conclusiva del documento rilasciatoci dallo Studio: Considerazioni conclusive "Come si è avuto modo di osservare, le modifiche legislative intervenute negli ultimi anni hanno pesantemente inciso sulla normativa del Fondo. In particolare, a seguito del divieto di erogare prestazioni sostitutive del trattamento di base, gli iscritti appartenenti alle categorie dei quadri e degli impiegati hanno perso qualsiasi beneficio legato all'iscrizione al Fondo, fatta eccezione dei casi in cui l'uscita dal Fondo sia connessa ad eventi quali l'invalidità e la morte. Come osservato con gli esempi numerici su individui-tipo l'attuale configurazione del Fondo genera inoltre una solidarietà "al contrario", ovvero a favore delle categorie più elevate che, per definizione, sono anche le meno "bisognose". L'attuale criterio di calcolo della pensione I.N.P.S. (per fasce) e il mancato computo nella retribuzione pensionabile per il Fondo dei compensi per lavoro straordinario fanno sì infatti che le pensioni integrative di vecchiaia e anzianità spettanti alle categorie dei quadri e degli impiegati risultino di importo nullo. I versamenti contributivi a carico della Cassa di Risparmio a favore di ciascun dipendente (15% della retribuzione spettante) vanno quindi a finanziare esclusivamente le prestazioni integrative a favore del personale appartenente alle categorie dei funzionari e dei dirigenti. Al riguardo si osserva che, a differenza di molti altri fondi aventi le medesime caratteristiche, quello in esame non prevede un trattamento minimo di pensione. In definitiva è auspicabile che il Fondo si muova nel più breve tempo possibile verso la trasformazione in un regime a contribuzione definita. Proprio in funzione degli effetti prodotti dagli interventi legislativi degli ultimi anni infatti, la maggior parte dei fondi pensione in regime di prestazione definita si sono trasformati (o stanno trasformandosi) in regimi a contribuzione definita. Una spinta in tal senso deriva tra l'altro dal recente - "decreto fiscale" (d.lgs. n. 47 del 18.02.2000) che prevede la deducibilità degli accantonamenti ai fondi istituiti ai sensi dell'articolo 2117 del codice civile a condizione che siano costituiti in conti individuali intestati ai singoli dipendenti." Studio Attuariale Orrù & Associati STIAMO APPRONTANDO UN MOMENTO DI GENERALE DISCUSSIONE PER DARE SEGUITO CON INIZIATIVE APPOSITE A QUANTO GLI ATTUARI HANNO CHIARITO. (dal volantino Febbraio 2001)

 

A S S E M B L E A   F O N D O   C A S S A

A seguito della raccolta firme dell'anno passato dove più di mille colleghi richiedevano la modifica statutaria per garantire un minimo di pensione integrativa per tutti (che a tutt'oggi non ha trovato alcun riscontro da parte delle cosiddette "Fonti Istitutive") e, come preannunciato nel nostro ultimo foglio che riportava il parere delle studio attuariale Orrù & Associati, è indetta per il giorno 5 aprile prossimo presso i locali di Piazza SS. Apostoli (di lato alla chiesa) alle 17.30 un'assemblea aperta a tutti gli iscritti al Fondo di Quiescenza del personale della Cassa di Risparmio di Roma al fine di stabilire le modalità per ottenere la suddetta modifica. PARTECIPATE NUMEROSI PER RIAFFERMARE UN DIRITTO CHE NELLA STRAGRANDE MAGGIORANZA DELLA CASSE DI RISPARMIO ITALIANE È GIÀ STATO RICONOSCIUTO. (dal volantino Marzo 2001)

A S S E M B L E A   F O N D O   C A S S

Come preannunciato in 5 c.m. si è svolta l'assemblea di questa Associazione sul Fondo Pensioni della Cassa di Risparmio di Roma. Dopo le risultanze di apertura dell'attuario e dopo che si è saputo che fondi simili delle altre Casse di Risparmio sono stati trasformati secondo le leggi vigenti e già erogano pensioni integrative. È stata illustrata un'iniziativa referendaria che ha come fine quello di aggiungere una postilla all'articolo 17 del Regolamento, in modo da poter erogare una minima pensione integrativa a tutti, così che si possa arrivare a determinare, finalmente per tutti, che a una prestazione corrisponda una controprestazione. Nell'assemblea si è ribadito che rimarranno inalterate le norme che garantiscono un corrispettivo in caso di morte, licenziamento per superato comporto, etc. Importante: questa iniziativa è completamente finanziata dall'Associazione alimentata con i contributi degli iscritti. Nulla ha a vedere con altre iniziative precedentemente attuate sul fondo, più precisamente quella nota come l'iniziativa della trentamilalire che non ci vede partecipi, anche perché all'epoca non eravamo ancora costituiti. (dal volantino Aprile 2001)

STORIA DI UN IMPIEGATO

A proposito di Fondo Cassa.... Sono stato assunto alla Cassa di Risparmio di Roma nel 1969. Nel 1971 ho presentato domanda all'Inps per il riscatto della laurea. Nel 1989, previo pagamento di Lit. 340.000, ottengo dall'Inps il riscatto laurea e, gratuitamente, anche il riscatto del servizio militare. Nello stesso anno (1989) faccio richiesta di riscatto laurea anche al Fondo C.R.R. ed inizio a pagare una rata mensile di Lit. 360.000 (mi viene applicato un tasso del 9%). Nel 1990 acquisisco il grado di funzionario di IIIa. A Giugno del 1998 decido di aderire all'esodo. La Banca di Roma trattine dalla mia liquidazione 12 milioni a saldo del riscatto laurea ( totale da me versato circa Lit. 42 mln). Non mi viene pagata l'indennità di preavviso. Per un anno e sei mesi percepisco dalla Banca l'assegno di accompagno di circa Lit. 4 mln mensili. Nell'anno 2000 divengo pensionato INPS e la mia pensione mensile è di Lit. 3,9 mln e, da quel momento, percepisco anche il contributo integrativo del Fondo ex Cassa di Risparmio di Roma. Dopo 34,19 anni di anzianità maturata nel Fondo, ovvero dopo 1778 settimane su 1820, il Fondo mi corrisponde Lit. 200.000 al mese. Quanto sopra per Vostra opportuna conoscenza. Cordiali saluti. Lettera firmata CONTINUA LA NOSTRA INIZIATIVA DI RACCOLTA FIRME PER UNA EQUA RIPARTIZIONE DEI BENEFICI DEL FONDO C.R.R. (dal volantino Maggio 2001)

 

 

 

 

REGOLAMENTO DEL TRATTAMENTO DI QUIESCENZA E PREVIDENZA
PER IL PERSONALE DELLA CASSA DI RISPARMIO DI ROMA

DI CUI ALL'ACCORDO AZIENDALE 30 LUGLIO 1971 MODIFICATO
ED INTEGRATO DALL'APPENDICE
DEL 13 NOVEMBRE 1972 1(1)
E DALL'ACCORDO AZIENDALE DEL 28 OTTOBRE 1976 (2)