Associazione di volontariato per la tutela della legalità nel lavoro . Tel. 06 3225107 (segr. tel.) - fax 06 630031

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ATTENZIONE A ………
QUELLO CHE LA BANCA ………….. NON DICE!!!!

Vi scrivo perché altri colleghi sappiano

 

Sono un ex dipendente di Capitalia Informatica/Banca di Roma.

A dicembre 2005 avevo maturato i 35 anni di contributi e mancavano circa 4 mesi al compimento del mio 57mo anno di età e, data la possibilità che la Banca offre (incentivo per andare via prima) dopo vari incontri con l'ufficio del Personale per accordarci sulle modalità, decido di accettare e firmare il cosiddetto “ Accordo di Risoluzione Consensuale” e, dal 1° gennaio 2006, sono a casa nell'attesa della pensione che mi sarà erogata dall'Inps ad ottobre 2006.

In questo frangente, nel quale non sono né pensionata né esodata, vengo casualmente a sapere da altri colleghi usciti con la mia stessa modalità , di aver perso definitivamente il diritto di convenzione sanitaria con la CASPIE.

Incredula, certa che si tratta di una situazione momentanea e che da pensionata avrò la convenzione, mi reco personalmente a viale Tupini.

Dopo 3/4 d'ora di attesa ai tornelli (lei chi è? Cosa vuole? Con chi vuole parlare? Perché? Ma lei non ha appuntamento! Ora vediamo! ) finalmente sono accompagnata in una delle tante stanze dell'Ufficio Area Personale – Risorse Umane.

Alla mia richiesta di delucidazioni al riguardo, mi è confermato di aver perso definitivamente il diritto alle prestazioni Caspie poiché, “l'accordo di risoluzione consensuale “ con Capitalia da me sottoscritto, in realtà non è altro che UNA MIA ESCLUSIVA RICHIESTA DI DIMISSIONI con conseguente rinuncia a tutti i diritti del caso.

Sono stata quindi frettolosamente liquidata con relativo numero di telefono e invito a rivolgermi all'“Associazione dei Pensionati” per sottoscrivere a pagamento eventuali altre formule d'assistenza sanitaria

PERCHE' NON MI E' STATO DETTO DURANTE GLI INCONTRI CON IL PERSONALE PER TRATTARE LA MIA USCITA?

PERCHE' NON E' SCRITTO CHIARAMENTE DA NESSUNA PARTE?

E A COSA ALTRO ANCORA HO PERSO DIRITTO E NON LO SO?

Se lo avessi saputo prima, avrei potuto scegliere di rimanere al lavoro giacché si trattava solo di altri 9 mesi.

Lettera firmata

Accade anche questo. Un consiglio per tutti, prestare molta attenzione.

 

 


PROGETTO “SALUTE. SI GRAZIE!”

PRESENTAZIONE DEI RISULTATI DEFINITIVI EMERSI SUL TABAGISMO NELLE SCUOLE.

Il 31 marzo scorso, presso l'Istituto Federico Fellini, a seguito della realizzazione e pubblicazione di un progetto sperimentale pilota, ovvero analisi e ricerca sul fumo fra gli studenti, si è tenuto un incontro durante il quale sono stati illustrati i risultati emersi. Sono stati invitati alunni, insegnanti e genitori dei due Istituti coinvolti nonché rappresentanti della Regione Lazio, finanziatori, insieme alla nostra associazione, del progetto. Nell'ambito dell'incontro sono intervenuti i professionisti e tutte le figure che hanno interagito e collaborato alla realizzazione del progetto che ha raggiunto l'intento di raccogliere dati che danno un panorama “interessante” del mondo scolastico.

Vedi testo della pubblicazione alla prima pagina sul nostro sito internet.

 

 


IL TRIBUNALE CONDANNA L'INPS AL RISARCIMENTO

Il Tribunale di Roma ha condannato l'Inps a risarcire un nostro assistito rimasto senza pensione Inps per tre mesi.

E' accaduto che il lavoratore, maturati i requisiti pensionistici, ha presentato, nei tempi previsti, domanda all'Inps per l'erogazione della pensione. L'INPS, dopo aver accettato e confermato la richiesta, soltanto al momento dell'erogazione, effettuato un ulteriore controllo, ha notato una sovrapposizione di versamenti, dovuta ad un errore dello stesso Istituto. Sono stati necessari mesi di accertamenti, durante i quali il nostro assistito è rimasto a mani vuote. Alla fine la pensione è arrivata ma senza gli arretrati.

Il lavoratore si è rivolto al Tribunale ed il Giudice ha condannato l'Inps al pagamento di quanto dovuto.